Il cucciolo è a casa. È bellissimo, buffo, tenero. E tu sei nel panico perché hai letto mille cose diverse su cosa devi fare, hai ricevuto consigli contraddittori, e non sai da dove cominciare.
Respira. Non devi fare tutto subito. Non devi fare tutto perfettamente. Devi fare le cose giuste, con calma.
In questo articolo ti dico quali sono le vere priorità nei primi mesi, cosa può aspettare, e quali errori evitare.
Le tre priorità vere
Nei primi tre-quattro mesi di vita del cucciolo, ci sono solo tre cose che contano davvero. Tutto il resto può aspettare.
La prima è la socializzazione. Il cucciolo deve fare esperienze positive con persone diverse, ambienti diversi, rumori diversi, superfici diverse. Questo non significa bombardarlo di stimoli, ma esporlo gradualmente al mondo in modo che impari che le novità non sono pericolose.
La seconda è la relazione. Il cucciolo deve imparare che tu sei la sua base sicura, la persona di cui fidarsi, quella che lo guida. Questo si costruisce con la presenza, la coerenza, le interazioni positive, non con l’addestramento formale.
La terza è la calma. Il cucciolo deve imparare a rilassarsi, a stare tranquillo, ad annoiarsi senza andare in crisi. Questo è forse l’aspetto più trascurato e più importante. Un cucciolo che non impara a stare calmo diventerà un adulto che non sa gestire la frustrazione.
Cosa NON devi fare nei primi mesi
Non devi insegnargli a fare il bello seduto. Non devi farlo camminare perfetto al guinzaglio. Non devi preoccuparti se non risponde al richiamo in modo impeccabile.
Queste cose verranno dopo, quando il cucciolo sarà più maturo, quando avrete costruito una relazione, quando avrà imparato a concentrarsi. Farle troppo presto spesso è controproducente: crea frustrazione, nel cucciolo e in te.
Non devi nemmeno portarlo ovunque, continuamente, pensando che “più esperienze fa meglio è”. Un cucciolo ha bisogno anche di riposo, di routine, di prevedibilità. Troppi stimoli sono dannosi quanto troppo pochi.
E soprattutto, non devi paragonarlo al cane adulto che vorresti che fosse. È un cucciolo. Comportarsi da cucciolo è il suo lavoro.
Il mito del “devo insegnargli tutto subito”
C’è una pressione enorme sui proprietari di cuccioli: iscrivilo al corso, socializzalo, insegnagli i comandi, abitualo a tutto. Subito. Prima che sia troppo tardi.
Questa pressione genera ansia, e l’ansia si trasmette al cucciolo.
La verità è che il “periodo sensibile” per la socializzazione esiste, ma non è così rigido come spesso viene presentato. Un cucciolo che non ha visto un ombrello entro le 12 settimane non sarà traumatizzato dagli ombrelli per tutta la vita. Un cucciolo che non ha fatto il corso a 3 mesi può recuperare perfettamente.
Quello che conta è la qualità delle esperienze, non la quantità. Un’esperienza positiva vale più di dieci esperienze neutre o stressanti.
Gestione della bocca
I cuccioli mordono. Tutti. È normale, è sano, è il loro modo di esplorare il mondo. Ma fa male, e devi gestirlo.
Non punirlo per aver morso: non capirebbe. Non stringergli il muso, non urlargli in faccia, non mettergli le dita in bocca per “insegnargli che fa male”. Questi metodi non funzionano e possono creare problemi.
Quello che funziona è reindirizzare. Quando morde te, offrigli qualcosa che può mordere: un gioco, un osso, un kong. Se continua a morderti, interrompi l’interazione brevemente. Si alza, si gira, si allontana. Il cucciolo impara che mordere le persone fa finire il gioco.
E abbi pazienza. La fase della bocca passa. Di solito migliora molto dopo il cambio dei denti, intorno ai 6-7 mesi. Fino ad allora, sopravvivi.
Sonno e riposo
Un cucciolo ha bisogno di dormire molto. Molto più di quanto pensi. Un cucciolo di due mesi può dormire 18-20 ore al giorno. Anche un cucciolo di sei mesi ha bisogno di 14-16 ore di sonno.
Un cucciolo stanco è un cucciolo difficile. Morde di più, è più agitato, fa più fatica a concentrarsi, impara peggio. Molti comportamenti “problematici” nei cuccioli sono semplicemente segnali di stanchezza.
Se il tuo cucciolo sembra ingestibile, la prima domanda da farti è: “Ha dormito abbastanza?”
Crea una routine che includa momenti di riposo forzato. Il cucciolo non sempre si auto-regola: a volte devi essere tu a metterlo a nanna.
Il kennel: prigione o rifugio?
Il trasportino o kennel è uno degli strumenti più utili e più fraintesi nella gestione del cucciolo.
Non è una prigione. Non è una punizione. È un rifugio, un posto sicuro dove il cucciolo può riposare indisturbato, calmarsi, sentirsi protetto.
Un cucciolo abituato positivamente al kennel ha un posto dove stare quando non puoi supervisionarlo, quando hai ospiti, quando devi uscire brevemente. È più facile da trasportare, da gestire dal veterinario, da portare in vacanza.
L’abitudine al kennel va costruita gradualmente, associandolo sempre a esperienze positive: pasti dentro il kennel, masticativi dentro il kennel, riposo tranquillo dentro il kennel. Mai usarlo come punizione, mai chiuderci il cucciolo quando è agitato senza prima averlo calmato.
Non tutti i cani amano il kennel, e non è obbligatorio usarlo. Ma per molti cuccioli, specialmente i cani da caccia che tendono all’iperattività, avere uno spazio contenuto dove rilassarsi può fare una grande differenza.
La pazienza come superpotere
Il segreto per sopravvivere ai primi mesi con un cucciolo di cane da caccia è la pazienza. Nient’altro.
Ci saranno notti insonni. Ci saranno pipì sul tappeto. Ci saranno scarpe rosicchiate, mobili mordicchiati, momenti in cui ti chiederai perché hai preso un cane.
È normale. Passa. Tutti ci sono passati.
Il cucciolo disastroso di oggi sarà il compagno meraviglioso di domani. Ma solo se gli dai tempo, guida, e tanto, tanto amore paziente.
Francesca Angelinelli · SearchingDog Educazione Cinofila
